Manca davvero poco all’inizio della 19ª rassegna enogastronomica Abbiategusto!
Come vi ho raccontato nel primo articolo, saranno tanti gli eventi che caratterizzeranno quest’edizione dedicata all’ “Arte di mangiar bene“, come ci ha insegnato lo scrittore, gastronomo e critico letterario Pellegrino Artusi.
Ti ho parlato della cena Simbiosi a cura dello chef Lele Picelli, oggi invece ti porto in Valsesia a conoscere Andrea Mattasoglio, che cucinerà domenica 25 ad Abbiategrasso (MI) proprio per Abbiategusto, il suo show cooking sarà precisamente all’Auditorium Piazza Grande.
Andrea Mattasoglio, classe 1992, è un maestro di sci e super appassionato di cucina. Proprio così, non è uno chef, ma credo abbia tutto il diritto di essere nella sezione La Mora e Lo Chef del mio blog e ora scoprirai perché! 🙂

Hai studiato per fare dei piatti così belli e buoni?

Sì, ho studiato, ma legge! 😀
Sono un maestro di sci, studio legge a Milano… E adoro la cucina! Questo però non significa che voglio diventare uno chef, anzi!

E perché no? Fai dei piatti meravigliosi!

È un lavoro che porta via tantissime ore al giorno, gli chef vivono in cucina. Al momento ho troppe cose che amo fare, non vorrei limitare il mio tempo dedicandomi ad una cosa sola. Ci sono troppi piatti che voglio cucinare, pensare e creare. Amo anche scrivere, per questo mi sono iscritto al master con te! 😀
(Non ve l’ho detto, ma io e Andrea stiamo facendo un master in comunicazione e critica gastronomica alla Food Genius Academy di Milano 😉 )

Hai in progetto di aprire un blog?

Assolutamente sì! Il sito è in costruzione, per il momento utilizzo il mio profilo Instagram dove posto prevalentemente le foto delle mie ricette e nel primo commento lascio qualche consiglio per realizzarle. 🙂

Facciamo un passo indietro. Qual è stato il primo piatto che hai cucinato?

(ride)

Pasta al tonno, in 4ª liceo! 😀
Quel giorno mi sono reso conto che senza la mia famiglia non sarei stato in grado di prepararmi da mangiare…
Per questo ho deciso d’imparare a far qualcosa. Da lì poi il fattore estetico del piatto è stata un’evoluzione successiva, alla quale ora non riesco a rinunciare.
Chiaramente la cosa più importante è che il piatto sia buono, però quando viene anche bello sono più contento, è una soddisfazione immensa!

Che stile di cucina preferisci?

Beh, la cucina della nonna è qualcosa d’impagabile! Mio nonno era cacciatore, quindi immagina che pranzi meravigliosi cucinava la nonna alla domenica. Lei è sicuramente stata il primo motivo per cui mi sono innamorato della cucina. 🙂

Sei un Piemontese doc?

Sono Piemontese doc, mia madre è della zona e mio padre è dell’Alta Valle qui in Valsesia, credo esistano 20 Mattasoglio in tutta Italia! Amo stare in Valle, ma non escludo la possibilità di spostarmi un giorno. Già ora mi muovo spesso, specialmente su Milano dove faccio il master e, con la scusa, passo del tempo con mia sorella.

Uno dei piatti piemontesi che preferisci?

Questa è molto difficile, sai che quest’anno siamo stati nominati la regione migliore del mondo? Grandissimo orgoglio per noi! Effettivamente siamo fortunati, ci manca solo il mare, abbiamo le montagne fino a 4600 metri, abbiamo le pianure, le risaie Vercellesi e Novaresi, le colline di Monferrato dove ci sono dei vini pazzeschi, i tartufi e tanto altro.
Come piatti piemontesi adoro il vitello tonnato, ma non è facile farlo bene, al momento non riesco ancora a prepararlo come vorrei.
Adoro la bagna cauda, l’ho assaggiata in tutti i modi possibili, e anche questa non è facile da preparare bene perché, essendo fatta di aglio e acciughe, è abbastanza forte ma è possibile renderla digeribile. Mi piace tantissimo associarla alla tartare di fassona, oppure al tagliolino al tartufo.
Un altro piatto che adoro è il tapulone che nessuno conosce, più che piemontese è valsesiano, in pratica è carne di asino, somiglia al ragù, ha una cottura molto lenta e spesso viene cucinato con le verze. E poi la panicia e la panissa, una sembra una zuppa povera con riso, salsiccia e fagioli, l’altra è più simile ad un risotto. Si tratta di un piatto che trovi nel ristorante stellato, ma anche nelle fiere di paese.

Hai letto molti libri di cucina per aver affinato così bene la tua tecnica?

Ho letto tantissimi libri della nonna e poi tante ricette online. Mi piace documentarmi su tutto ciò che riguarda il mondo del cibo, è appassionante. Mi viene in mente anche il libro di CraccoSe vuoi fare il figo usa lo scalogno” che mi aveva regalato mio papà, tra quelle pagine ho ho trovato parecchia ispirazione.

E da questo master in comunicazione e critica gastronomica cosa ti aspetti?

Mi aspetto che mi chiarisca un po’ le idee, visto che le passioni che ho sono tante, mi piace cucinare, scattare, scrivere…
Ma se qualcuno mi dicesse di scegliere solo una delle mie passioni non lo farei comunque, perché credo che chi non è in grado di fare più cose contemporaneamente, forse non ci crede o non ci prova abbastanza. Diciamo che con il master voglio vederci meglio e approfondire le mie conoscenze.

Cosa farai per la rassegna Enogastronomica Abbiategusto?

Sono onoratissimo di partecipare a quest’evento e anche molto emozionato, te lo confesso. 🙂
Avrò una postazione con una cucina Scavolini a disposizione, dove cucinerò e presenterò alcuni dei miei piatti. Sarò disponibile a rispondere a tutte le domande del pubblico. 🙂

È il tuo primo show cooking?

Assolutamente sì! Sono tremendamente in ansia, infatti, ma sarà una bellissima prima volta!

Il riso sarà uno degli ingredienti principali dell’Abbiategusto, quanto ti piace?

Tantissimo! Amo mangiarlo e cucinarlo, anzi mi permetto di raccontarvi un segreto: è impossibile fare un buon soffritto e una buona rosolatura del riso nella stessa pentola, molto meglio usarne due diverse e unire dopo! In questo modo si evita di bruciare la cipolla e si tosta al meglio il riso.
Un altro consiglio è usare sempre ingredienti di qualità, in questo modo, anche se non hai fatto in tempo a fare il brodo, potrai ottenere un ottimo risultato esaltando il sapore delle materie prime.

Vita privata?

Tanti progetti in corso, molti sogni e tantissimi obiettivi! I miei sogni più grandi sono vivere di quello che amo fare, essere sempre felice, potermi svegliare ogni mattina con il sorriso!

Se tu fossi una ricetta, quale saresti?

Sarei sicuramente la carbonara, la mia però! 😀 Perché è un piatto completo e godurioso!

Un piatto che non sei riuscito a fare?

(ride)

Tantissimi! Tutto quello che so l’ho imparato studiando gli ingredienti e specialmente provando, non ho fatto corsi di cucina, ma mi piacerebbe tantissimo!
L’uovo in camicia ci ho messo una vita a farlo bene, non è per nulla facile! 😀 Poi ho scoperto qualche tecnica e finalmente ci sono riuscito! Poco tempo fa ne ho fatto uno con vellutata di cavolfiore e cavolfiori tagliati finissimi, leggermente scottati. Un piatto leggerissimo ma di grande soddisfazione!

Hai mai pensato di partecipare a MasterChef?

Sono molto competitivo, ma sinceramente non ci ho mai pensato, non credo di essere adatto.
Non amo questo genere di format, perché credo che enfatizzino troppo gli errori per creare audience in tv.

Interessante, vero?
Non ti resta che tenere la domenica libera (anzi tutto il weekend!) e venire ad Abbiategrasso (MI) per lasciarti emozionare dagli eventi, dai profumi, dai sapori e dalle persone! Sono proprio le persone che animeranno questo fantastico evento. 😉

Ti aspettiamo!

By | 2018-11-23T11:55:53+01:00 Novembre 23rd, 2018|La Mora e Lo Chef, Senza categoria|0 Commenti

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